Ad ognuno la sua mappa
- 26 lug
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C’è chi nasce con una mappa tra le mani che mostra un solco già tracciato nel domani, conoscendo del viaggio l’inizio e la fine. Un passo dopo l’altro, tra le maree della vita, queste persone costruiscono certezze: abitudini che si fanno sicurezze, luoghi e persone che diventano stabilità, che diventano casa, che diventano destino. Rifugi sicuri contro ogni solitudine. E c’è chi nasce senza rotta né porto, con una mappa confusa tra le mani, ignaro del capolinea, costretto a imparare la strada mentre la crea, procedendo nel buio e imparando ad accendere luci per cogliere segnali nascosti.
Chi nasce senza una destinazione chiara deve inventare passi nuovi, tracciare sentieri mai esplorati, imparare a navigare tempeste, in silenzio e a mani giunte, e ad apprendere dalla realtà che le certezze tanto desiderate sono illusioni, sono gabbie di una mente limitata che non sa varcare i confini sedimentati in eoni di storia umana.
Chi nasce senza una rotta chiara impara che il egli stesso è il cammino, che la sua pelle è la sua casa. Tra una caduta e l’altra, impara a costruire le proprie radici, alzando gli occhi a un Cielo che sempre l’osserva e lo feconda di vita. Chi possiede una mappa difficile da decifrare s’ingegna e sbaglia più degli altri. Gli errori si fanno sentieri e la consapevolezza, l’unica guida. L’incertezza si trasforma nella sola, possibile, cosa certa, quella che dà respiro e verità. Dal vuoto nascono nuovi passi, sconfinamenti senza smarrimento, strade che si aprono solo nell’istante in cui si percorrono. Chi ha un percorso difficile ascolta le più sottili perturbazioni e si lascia abitare dal Sentire e – senza averlo previsto – si ritrova a vivere nella gioia, sempre più consapevole che la sua sola meta è l’imprevedibilità della vita e la sua sola mappa è il cuore, a cui resta servo fedele.
MM