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Eclissi lunare parziale in Pesci – 28 agosto 2026

  • 26 ago
  • Tempo di lettura: 9 min

Il 28 agosto 2026 si forma una Luna Piena con eclissi lunare parziale sull’asse Pesci-Vergine. La Luna si trova a 4°50’ dei Pesci, esattamente opposta al Sole sullo stesso grado della Vergine, due settimane dopo l’eclissi solare del 12 agosto, chiudendo la stagione estiva delle eclissi.

Secondo la mia analisi astrologica, questa eclissi non parla soltanto di ciò che può concludersi, ma anche di qualcosa che, arrivati a questo punto, possiamo finalmente vedere in modo diverso.


Astronomicamente, durante un’eclissi lunare la Terra si interpone tra il Sole e la Luna. La Luna, infatti, non emette luce propria, ma riflette quella del Sole. Quando attraversa l’ombra proiettata dalla Terra, la luce solare diretta, che normalmente la illumina, viene progressivamente schermata.

Al culmine di questa eclissi, circa il 96% del disco lunare sarà immerso nell’ombra della Terra. Per questo, pur trattandosi di un’eclissi parziale, sarà molto vicina alla totalità.

È utile distinguere tra penombra e ombra: la penombra è la zona più esterna, dove la Terra scherma soltanto una parte della luce solare e l’oscuramento della Luna è più lieve; l’ombra è, invece, la zona più interna e più scura, dove la Terra blocca la luce diretta del Sole.

Durante l’eclissi, la Luna entra prima nella penombra e poi nell’ombra. Le sfumature rosse o ramate che può assumere dipendono dalla luce del Sole che attraversa l’atmosfera terrestre. Le tonalità blu e viola, che hanno lunghezze d’onda più corte, vengono disperse, mentre quelle rosse e arancioni, con lunghezze d’onda più lunghe, attraversano meglio l’atmosfera e riescono a raggiungere la superficie lunare.

Il passaggio attraverso luce, penombra e ombra offre un’immagine simbolica molto significativa. La luce rappresenta ciò che vediamo e riconosciamo con chiarezza. La penombra, quella zona intermedia in cui cominciamo a percepire qualcosa, ma non riusciamo ancora a comprenderlo fino in fondo, sentiamo qualcosa, ma non abbiamo ancora una visione completa. L’ombra, invece, rappresenta ciò che è rimasto fuori dalla nostra consapevolezza: emozioni, bisogni, memorie o dinamiche che possono influenzarci anche senza essere pienamente riconosciute.

In questo senso, l’ombra non è necessariamente qualcosa di negativo, perché può essere anche ciò che non abbiamo ancora visto, compreso, o integrato.

Quindi, possiamo immaginare l’eclissi come una soglia, ossia un momento di passaggio in cui qualcosa che era rimasto nell’ombra, o che avevamo soltanto intravisto nella penombra, può diventare più riconoscibile.


In astrologia, la Luna rappresenta il nostro mondo emotivo, le memorie, i bisogni, le abitudini e quelle risposte che, ripetendosi nel tempo, possono diventare veri e propri automatismi: accade qualcosa, proviamo un’emozione e reagiamo secondo un circuito che conosciamo già. Per questo possiamo immaginare l’eclissi come una soglia, non necessariamente perché debba emergere qualcosa di completamente nuovo, ma perché qualcosa che era già presente può diventare più visibile e assumere un significato diverso.

Simbolicamente, mentre cambia temporaneamente la luce che vediamo riflessa dalla Luna, può cambiare anche il modo in cui osserviamo ciò che sentiamo. Si crea uno spazio tra l’emozione e la risposta che siamo abituati a darle. Ed è proprio in quello spazio che possiamo riconoscere, per esempio, che una situazione presente sta riattivando una paura antica, che stiamo interpretando un comportamento attraverso una vecchia ferita, oppure che ciò che consideravamo intuizione contiene anche una nostra proiezione. L’emozione rimane reale e importante, ma non sempre racconta da sola tutta la realtà. Una maggiore consapevolezza può permetterci di attraversare la stessa emozione senza doverle dare necessariamente la stessa risposta di sempre.

In questo senso, la soglia dell’eclissi può rappresentare proprio il passaggio dalla reazione automatica alla possibilità di una risposta più consapevole.


La Luna in Pesci si oppone al Sole in Vergine.

Possiamo immaginare l’energia dei Pesci come un grande oceano, che accoglie, unisce, dissolve i confini e apre all’immaginazione, alla compassione, all’intuizione e alla capacità di affidarsi. E la Vergine compie un movimento complementare, quindi raccoglie, distingue, seleziona, purifica, dà un nome alle cose e cerca ciò che è utile, essenziale e funzionale.

L’asse Vergine-Pesci mette quindi in relazione intuizione e discernimento, abbandono e controllo, sensibilità e razionalità, fusione e confine. Nessuno dei due poli è migliore dell’altro e ciascuno può perdere il proprio equilibrio. Nella Vergine, il discernimento può diventare iperanalisi e il bisogno di ordine trasformarsi in controllo. Nei Pesci, la sensibilità può diventare confusione, il sacrificio, annullamento e l’intuizione può confondersi con la proiezione. A volte continuiamo ad analizzare una relazione, una ferita, o una situazione perché pensiamo che, trovando la spiegazione giusta, riusciremo anche a chiuderla. I Pesci ci ricordano, invece, che non tutto deve essere compreso fino all’ultimo dettaglio prima di poter essere lasciato andare. Ma la Vergine ci aiuta a distinguere la resa dalla rinuncia, l’accettazione dalla tolleranza, l’empatia dalla perdita dei nostri confini.

È importante rendersi conto che alcune esperienze hanno bisogno di essere comprese, mentre altre hanno soprattutto bisogno di essere riconosciute, accettate e lasciate andare.

Questi temi non arrivano adesso per la prima volta. Dal settembre 2024 le eclissi hanno attivato più volte l’asse Vergine-Pesci. La prima eclissi lunare di questa fase si è verificata il 18 settembre 2024, intorno ai 25° dei Pesci e le successive hanno continuato a sviluppare lo stesso processo simbolico, che non è ancora del tutto concluso.

Dopo l’eclissi del 28 agosto 2026 ci sarà un ultimo passaggio il 20/21 febbraio 2027, con un’eclissi lunare penombrale in Vergine. Quindi, quella di agosto rappresenta una fase molto avanzata della sequenza e l’ultima eclissi lunare in Pesci di questo ciclo, ma non ancora la conclusione definitiva dell’intero asse.

C’è, inoltre, una risonanza più lontana: il 28 agosto 2007 si verificò un’eclissi lunare totale a circa 4°46′ dei Pesci, praticamente sullo stesso grado di quella del 2026. Le due eclissi non appartengono alla stessa serie di Saros – quella del 2007 apparteneva al Saros 128, quella del 2026 al Saros 138 –, ma presentano un’interessante corrispondenza zodiacale a diciannove anni di distanza.

Questo non significa che debbano ripetersi gli stessi eventi, possono, però, riaffiorare emozioni, temi, o dinamiche già conosciute, permettendoci di osservare soprattutto quanto siamo cambiati nel modo di affrontarli. Potremmo incontrare una vecchia emozione senza darle la stessa risposta e riconoscere uno schema senza doverlo ripetere.

Al momento dell’eclissi, l’asse nodale si è già spostato da Pesci-Vergine ad Acquario-Leone. È come se una nuova fase fosse già iniziata, mentre quella precedente sta ancora completando il proprio percorso. E non tutte le conclusioni si manifestano attraverso un evento evidente; a volte comprendiamo che qualcosa si è concluso, semplicemente perché non occupa più lo stesso spazio dentro di noi poiché non ci ferisce come prima e, soprattutto, non provoca più la stessa risposta automatica.

 

Nei giorni che precedono l’eclissi, Mercurio assume un ruolo importante. Prima attraversa il Nodo Sud negli ultimi gradi del Leone, richiamando simbolicamente vecchi pensieri, parole, interpretazioni o narrazioni che conosciamo bene. Subito dopo entra in Vergine e il 27 agosto raggiunge il Cazimi, trovandosi in congiunzione strettissima con il Sole.

Cazimi significa “nel cuore del Sole” e indica una condizione particolare in cui il pianeta viene considerato rafforzato dalla sua estrema vicinanza al Sole, anziché indebolito. Nel caso di Mercurio, legato al pensiero, alla comunicazione e al modo in cui interpretiamo la realtà, può rappresentare simbolicamente un momento di particolare lucidità. Qualcosa su cui abbiamo riflettuto a lungo può diventare più chiaro, acquistare un significato diverso, o trovare finalmente le parole per essere espresso.

Poco prima, Mercurio forma anche un trigono con Chirone retrogrado in Toro. Questo aggiunge un ulteriore significato, ossia, ciò che comprendiamo, o riusciamo finalmente a nominare, può riguardare anche ferite legate al valore personale, alla sicurezza, o all’autostima. Non necessariamente per risolverle una volta per tutte, ma per riconoscerle con maggiore consapevolezza e non essere più costretti a rispondere loro nello stesso modo.

 

La configurazione più dinamica dell’eclissi è la T-Quadra: la Luna in Pesci si oppone al Sole e a Mercurio in Vergine, mentre Urano, nei primi gradi dei Gemelli, forma una quadratura con entrambi e diventa il punto focale della configurazione.

In Astrologia, Urano è associato alla rottura degli schemi, alla liberazione, all’imprevisto e ai cambiamenti improvvisi. In Gemelli questi temi possono esprimersi soprattutto attraverso informazioni, parole, conversazioni, collegamenti mentali e modi diversi di interpretare la realtà.

Non è necessario che accada qualcosa di eclatante, a volte basta un’informazione, una conversazione, o un dettaglio perché una situazione che credevamo di conoscere acquisti improvvisamente un significato diverso. Possiamo, per esempio, comprendere che una persona che consideravamo distante stava semplicemente proteggendosi. Oppure, al contrario, qualcuno che ritenevamo sincero e leale può mostrare comportamenti che ci fanno riconoscere egoismo, opportunismo, o falsità che prima non vedevamo. Possiamo anche accorgerci di aver interpretato una situazione come un rifiuto perché la stavamo osservando attraverso una ferita più antica. In alcuni casi, quindi, non cambia necessariamente ciò che abbiamo davanti, ma il modo in cui riusciamo a vederlo. I segnali potevano essere già presenti, ma li interpretavamo diversamente.

Urano può rappresentare proprio questo momento di rottura: una volta che abbiamo visto qualcosa da una prospettiva nuova, diventa difficile tornare alla lettura precedente. E quando cambia la nostra percezione, può cambiare anche il modo in cui scegliamo di rispondere.

La T-Quadra lascia un punto vuoto nei primi gradi del Sagittario, che rappresenta un punto di compensazione della configurazione. Non si tratta di un pianeta presente nella carta, ma di un riferimento interpretativo.

Se Gemelli e Vergine possono portarci a raccogliere informazioni, osservare dettagli e analizzare, il Sagittario invita ad allargare lo sguardo e a cercare un significato più ampio. Pertanto, non basta sapere di più, ciò che comprendiamo ha bisogno di inserirsi in una visione più grande e di indicarci una possibile direzione.

 

Sole e Mercurio sono coinvolti anche in un’altra configurazione importante. Nettuno in Ariete e Plutone in Acquario, collegati da un sestile, formano due quinconci con il Sole e Mercurio in Vergine, creando uno Yod, chiamato anche “Dito di Dio”. Il quinconce mette in relazione energie che faticano a trovare un equilibrio e richiede quindi adattamento, correzione e regolazione.

In questo Yod, Plutone può portare in superficie ciò che non può più rimanere nascosto, mentre Nettuno dissolve immagini, idealizzazioni e vecchi confini. Sole e Mercurio in Vergine, invece, cercano di comprendere, distinguere e dare un nome a ciò che sta emergendo. Lo Yod può indicare la necessità di riconoscere che un vecchio modo di organizzare, o interpretare la realtà non funziona più e che è necessario trovare un nuovo equilibrio.

Il fatto che Sole e Mercurio siano coinvolti sia nella T-Quadra, sia nello Yod li rende particolarmente importanti. Vedere, comprendere e nominare ciò che emerge diventano passaggi centrali, ma non basta. La nuova consapevolezza ha bisogno di tradursi anche in un modo diverso di vivere e rispondere alla situazione.

 

Inoltre, c’è un’altra informazione interessante da considerare: Marte in Cancro e Plutone in Acquario sono Out of Bounds, cioè oltre i limiti di declinazione normalmente raggiunti dal Sole. Marte, in particolare, sta rientrando entro questi limiti proprio in questi giorni. In astrologia, un pianeta Out of Bounds viene interpretato come un’energia più autonoma, meno contenuta dalle regole abituali e, in alcuni casi, più intensa, o imprevedibile.

Marte in Cancro può accentuare le reazioni emotive e difensive. Quando ci sentiamo vulnerabili, minacciati, o esclusi, possiamo reagire istintivamente prima ancora di comprendere pienamente ciò che sta accadendo. Una maggiore consapevolezza può aiutarci a distinguere ciò che appartiene realmente alla situazione presente da ciò che, invece, viene risvegliato da esperienze precedenti. Nella sua espressione più costruttiva, Marte in Cancro può diventare coraggio emotivo e capacità di proteggere ciò che per noi ha davvero valore.

Plutone Out of Bounds in Acquario può invece intensificare i temi legati al potere, alla trasformazione e alla rigenerazione, soprattutto negli ambiti acquariani dei gruppi, delle reti, della tecnologia, della libertà e dei sistemi collettivi. Questo non significa aspettarsi eventi estremi, ma una maggiore difficoltà a rimanere dentro schemi, regole, o situazioni che non riescono più a contenere il cambiamento.

 

In un Tema Natale così dinamico, il trigono tra Giove in Leone e Saturno in Ariete può indicare un punto di equilibrio. Dove Giove amplia la visione, cerca un significato e apre nuove possibilità, Saturno aiuta a dare struttura, stabilire limiti e trasformare una possibilità in qualcosa di concreto e duraturo.

Questo passaggio è importante perché vedere qualcosa in modo diverso non significa averlo già trasformato. Possiamo comprendere uno schema e continuare comunque a ripeterlo. La vera trasformazione comincia quando ciò che abbiamo compreso cambia anche il nostro modo di agire, che sia una scelta, un confine, un comportamento, o una risposta.

Quindi, Giove e Saturno ci ricordano che una nuova consapevolezza, per diventare reale, ha bisogno di unire apertura e concretezza, fiducia e responsabilità, visione e struttura.

 

Forse uno degli aspetti più interessanti di questa eclissi è che non tutte le conclusioni si manifestano in modo evidente. Non sempre arriva una spiegazione, una conversazione definitiva, o un momento preciso che ci dice che qualcosa è finito. A volte ce ne accorgiamo semplicemente perché qualcosa che prima ci faceva reagire non ha più lo stesso potere su di noi. Non sentiamo più il bisogno di ottenere una risposta, convincere qualcuno, o continuare a tenere aperta una situazione. Ed è qui che ritorna l’immagine della soglia. La stessa emozione può ripresentarsi, ma noi possiamo farci attraversare in modo diverso. La Luna sente, Nettuno dissolve, Plutone porta alla luce, Urano rompe lo schema, Mercurio comprende e dà un nome, Giove cerca un significato e Saturno aiuta a trasformare la consapevolezza in una risposta concreta.

Il messaggio di questa eclissi potrebbe non essere semplicemente “lascia andare”, ma qualcosa di più ampio: osservare ciò che è diventato visibile, distinguere i fatti dalle nostre proiezioni e riconoscere ciò che non può più rimanere nella forma di prima. Perché quando cambia il modo in cui vediamo qualcosa, può cambiare anche il modo in cui scegliamo di rispondere.



Monica Murano

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